Il colosso del tabacco produttore di Marlboro compie il primo passo nel mercato olandese della cannabis legale – Drugs Inc.eu
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Il colosso del tabacco produttore di Marlboro compie il primo passo nel settore legale della cannabis nei Paesi Bassi.

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Il settore olandese della cannabis potrebbe essere all'inizio di una nuova fase. Una ricerca di NU.nl, Investico e De Groene Amsterdammer mostra che Altria, la società madre americana del marchio di sigarette Marlboro, entra indirettamente nel mercato legale olandese della cannabis. L'investimento viene veicolato attraverso la società canadese di cannabis Gruppo Cronos, in cui Altria detiene da molti anni un interesse significativo.

Tramite Cronos, il gruppo ha acquisito una posizione in Aquila delle canne, uno dei coltivatori selezionati nell'ambito dell'esperimento olandese sulla cannabis. Questo consente a una delle più grandi aziende del tabacco al mondo di accedere per la prima volta indirettamente alla filiera regolamentata della cannabis nei Paesi Bassi.

Dal tabacco alla cannabis

Per molti esperti, questo sviluppo non è una sorpresa. A livello globale, le principali aziende produttrici di tabacco considerano da anni la cannabis un mercato con un enorme potenziale di crescita. Mentre le vendite di sigarette tradizionali sono sotto pressione in molti paesi a causa di normative più severe e del cambiamento dei comportamenti dei consumatori, la domanda di prodotti a base di cannabis legale è in realtà in forte crescita.


Aziende come Altria vantano decenni di esperienza nella produzione, distribuzione, branding e sviluppo del mercato internazionale. Il passaggio al settore della cannabis è quindi visto dagli analisti come una scelta strategica logica.

Perché i Paesi Bassi sono interessanti

Sebbene paesi come il Canada e diversi stati degli Stati Uniti abbiano da tempo un mercato della cannabis regolamentato, l'esperimento olandese è attentamente monitorato a livello internazionale.

Con l'esperimento sulla cannabis, i Paesi Bassi stanno cercando di risolvere un problema che esiste da decenni: i coffeeshop sono autorizzati a vendere cannabis, ma la sua produzione si svolgeva in gran parte nel circuito illegale. L'esperimento indaga se sia possibile una filiera completamente controllata, dalla coltivazione alla vendita.


Proprio perché i Paesi Bassi sono noti in tutto il mondo per la loro cultura dei coffeeshop, gli investitori internazionali considerano questo esperimento un test importante per il futuro della cannabis regolamentata in Europa.

Discussione all'interno del mondo della cannabis

Il coinvolgimento di un colosso del tabacco suscita contemporaneamente reazioni contrastanti.

I sostenitori sottolineano i vantaggi che i grandi investitori possono offrire. Capitale aggiuntivo, gestione aziendale professionale, innovazione ed economie di scala possono contribuire a un mercato più stabile e meglio regolamentato.


Gli oppositori sono più critici. Temono che le grandi multinazionali finiscano per acquisire troppa influenza su un settore che storicamente si è sviluppato proprio grazie al lavoro di piccoli imprenditori, attivisti e coltivatori indipendenti. Vengono inoltre lanciati avvertimenti riguardo alle strategie di marketing che hanno decretato il successo dell'industria del tabacco per anni.

All'interno della comunità della cannabis, quindi, sorge spontanea la domanda se l'ingresso di grandi aziende sia in definitiva positivo per la cultura da cui il settore ha avuto origine.

L'aquila canadese sotto i riflettori

CanAdelaar svolge ora un ruolo importante nell'ambito dell'esperimento olandese. L'azienda appartiene al gruppo di coltivatori ufficiali autorizzati a produrre cannabis per i coffeeshop partecipanti.


Grazie al coinvolgimento di Cronos e, indirettamente, di Altria, CanAdelaar non solo ottiene maggiore visibilità internazionale, ma l'investimento dimostra anche quanto seriamente le società straniere considerino il mercato olandese.

Un punto di svolta per il settore?

La mossa di Altria dimostra che la cannabis viene sempre più considerata un'industria a tutti gli effetti, piuttosto che un mercato di nicchia. Mentre per anni il settore è stato dominato da piccoli imprenditori e operatori indipendenti, ora anche le più grandi aziende mondiali sembrano intenzionate a consolidare la propria posizione.

Se ciò porterà a un'ulteriore professionalizzazione o, al contrario, a un cambiamento degli equilibri di potere all'interno del settore, lo si vedrà nei prossimi anni.


Una cosa è certa: il mondo sta osservando e il mercato olandese della cannabis sta diventando sempre più interessante per gli investitori internazionali.

Fonte: NU.nl


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